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Bufera sul Brunello "taroccato"

Martedì 1 Aprile 2008, 10:00 in agricoltura, vini di
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La settimana scorsa su varie fonti è apparsa la notizia del sequestro di vigneti, cantine e bottiglie di Brunello.

Il Brunello incriminato infatti è stato messo sotto accusa dalla procura di Siena che indaga dal 2003: il sospetto infatti è che quel vino venisse prodotto usando tra il 10 e il 20% di uve diverse

Il Consorzio del Brunello ovviamente si dissocia dalle accuse. Il comunicato potete trovarlo qui:

Con riferimento a notizie apparse negli ultimi giorni su alcuni siti web relative a presunte violazioni al Disciplinare di produzione del Vino Brunello di Montalcino il Consorzio di Tutela rilascia le seguenti dichiarazioni:
  1. "Rumors" secondo cui produttori di Montalcino avrebbero usato vini dal Sud Italia nel loro Brunello 2003: si tratta di un'accusa gravissima a cui stentiamo a credere e di cui peraltro il Consorzio non ha nessun riscontro di alcun genere.
  2. Per quanto attiene alla purezza dei vigneti di Brunello, nel 2007 il Consorzio ha completato l'ispezione su oltre 1667 ettari di vigneto iscritto. Nel corso di tali ispezioni, iniziate nel 2004, sono state rilevate alcune non conformità che hanno interessato solamente 17 ettari, pari a una percentuale di circa l’1% dei vigneti controllati. Si può dunque affermare che a fine 2007, più del 99% dei vigneti iscritti all’Albo del Brunello di Montalcino sono assolutamente rispondenti al Disciplinare di produzione.
Il 30 marzo inoltre è apparsa su Vino24 anche la replica dell'Unione Italiana Vini. Si spera che si faccia luce al più presto sulla vicenda. Intanto l'enologo Franco Ziliani sta seguendo la vicenda da vicino sul suo blog.
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10 Apr 2008
alle 02:42

internic

il brunello é cambiato. gia dall'annata 2000 (con pochissime eccezzioni) il brunello é diventato sempre di più un vino gentile e morbido. evidentemente i produttori si sono sempre più orientati ad un pubblico che richiede vini da bere subito, senza lunga conservazione e senza decantare.

Questo non ci dice niente?

per me é stato il primo segnale di allarme oltre alle quantitá in commercio che diventavano sempre più grandi.

allora signori produttori, e signori controllori dei disciplinari e dei valori non solo toscani ma anche italiani, chi é troppo avido deve pagare prima o poi le conseguenze.

lo sviluppo delle cose NON mi fa piacere ma non mi sorprende.

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